consorzio concave venezia

 

Primo gruppo d’acquisto per gli hotel di Venezia

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TURISMO ESPERIENZIALE

TURISMO ESPERIENZIALE
Novità o semplice trasformazione di Termini?

In questi giorni, grazie alla interazione con i Consorziati del ConCAVe, mi è stato proposto un punto di vista critico nei confronti del "Turismo Esperienziale".

Sostanzialmente, e molto sinteticamente, dai propugnatori di questa "critica" viene contestato il fatto che il Turismo Esperienziale sia una vera novità. 

Perché l'Esperienza (e per sostenere il loro punto di vista citano la Treccani) è definita come " la conoscenza diretta personalmente acquisita con l'osservazione, l'uso o la pratica di una determinata sfera della realtà" .

In altre parole i "Turisti" hanno sempre fatto "Turismo Esperienziale" . E l'introduzione di questa nuova categoria è solo a fini "protezionistici" di alcune categorie.

Bene personalmente credo che confrontare punti di vista diversi sia sempre utile. 

Sebbene nessuno pretenda di avere al "verità rivelata", credo che una prima considerazione concernente il fatto che i "Turisti" vogliano diventare "Viaggiatori" sia condivisibile.

Le stesse motivazioni di viaggio espresse indicano che la gente si muove da casa propria e "vuole tornare cambiata" dal viaggio stesso.

Perciò si, L'esperienza (includendo anche l'accezione della Treccani sopra citata) è un requisito essenziale del "viaggio".

Ma facendo un raffronto tra i "turisti" di un pò di tempo fa e gli "aspiranti viaggiatori" di oggi il profilo è simile?

Tralasciamo le inevitabili differenze e tipologie di "buyer persona" che ci sono sempre state e -speriamo- permangano nell'universo dei viaggiatori. Quali sono i caratteri distintivi -eventualmente- differenzianti i Viaggiatori di oggi e i Turisti di qualche tempo fa?

Una considerazione non esaustiva, ma a mio avviso interessante è l'importanza che la "rete" ha oggi nelle nostre vite.

Internet, sicuramente oggi fa parte della nostra vita molto più di qualche tempo fa.

L'incidenza di questo fattore, nell'approccio alla realtà del viaggiatore medio, ha un peso significativo.

Voglio dire che paradossalmente l'utente di internet pur vendo a disposizione una massa incommensurabile di informazioni, come mai era successo prima, oggi tende a chiudersi sempre più nella sua sfera di interessi.

Cioè gli algoritmi propongo all'utente contenuti sempre più circoscritti alla sua cultura e agli interessi personali manifestati.

Ovvero, se di mia iniziativa cerco in rete qualcosa che esula dai miei comportamenti abituali ho la possibilità di acquisire nuove informazioni, diversamente la rete di sua iniziativa mi proporrà (per business) contenuti -commerciali- e informativi che appartengono solo alla mia sfera quotidiana.

Sto dicendo che è un problema culturale .
Chi si muove da casa per viaggiare, non sà esattamente cosa fare o cosa aspettarsi dalla destinazione scelta. O peggio è vittima di luoghi comuni o info fuorvianti che costruiscono nella sua testa una "realtà virtuale" .

Da non scordare poi che spesso la scelta della destinazione deriva da una mera valutazione di prezzo. 
Spesso nella scelta non ci sono particolari motivazioni di interesse specifico.

Non tralascerei neppureil fattore pigrizia, che caratterizza il genere umano. 
E questo per un "Viaggiatore" è un problema, perché il viaggio, al contrario è conoscenza ed esperienza (ma anche impegno). E la gente invece ricerca comodità, sicurezza, confort (anche se dichiara di cercare l'Avventura).

Dunque si profila un ibrido di Turista/Viaggiatore, che si concretizza -citando Venezia- in orde "senza meta" e senza scopo.

Chiaramente la generalizzazione delle affermazioni, farà sicuramente torto a fette di Viaggiatori che invece sono culturalmente evoluti e proattivi nei confronti dell'ambiente che li circonda .

Credo però siano degli "extra gaussiani" rispetto alla moltitudine che si sposta nel mondo.

Tornando a noi, dunque il proporre uno "scopo" di viaggio, un qualcosa da fare e provare ( in un format rassicurante e comodo), è un compromesso che soddisfa il Turista/Viaggiatore (tendenzialmente pigro e disinformato) e lo spinge ad affidarsi a qualcuno che gli farà fare qualcosa "da raccontare " che lo rederà "diverso".

Probabilmente la frase "non ci sono più i turisti di una volta" è drammaticamente vera.
Dunque personalmente credo che nuove "categorie" di turismo, siano necessarie, perché i fruitori sono cambiati (nel bene o nel male).

Inoltre, non dimentichiamo che come sempre le cose possono essere proposte in modo professionale o dilettantistico.
I rischio del Turismo esperienziale è proprio in una proposta dilettantistica che danneggia la Destinazione .

Perciò personalmente sono favorevole al Turismo Esperienziale, se fatto su basi professionali serie, che partano da una analisi di mercato a cui la struttura si rivolge, e sviluppato secondo un business model -professionale-.

Non scordiamo poi che il business turistico necessita di incrementare il suo revenue globale , ma necessita anche diversificare le fonti di tale revenue.

Voglio dire che i conti economici degli Hotel devono iniziare a crescere anche nella voce dei "servizi venduti", tra cui anche le "Esperienze".
Ciò agevola anche il posizionamento sul mercato, e questo non è secondario in un panorama di ADR costantemente decrescente.

E il tuo pensiero qual'è?

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Roberto Farinati

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